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Podere Castagnè, il logo del bosco

Quando Marinella mi ha raccontato del suo progetto per Castagnè con quell’entusiasmo tranquillo e determinato che credo di aver visto solo in lei per un momento ho pensato che non sarei riuscito a dar forma a quell’idea così semplice e complessa al tempo stesso. 
Scendendo da Castagnè e poi in autostrada mi ricordo che pensavo al vento buono che c’era lassù. Era il 7 agosto e la pianura andava arrosto con temperature sopra i 35 gradi.
Prima bisognava trovare un nome da dare alla splendida idea dell’Agriturismo e poi dargli una forma, creare un logo.
Mettevo insieme tutte le suggestioni che mi illuminavano come flash, il vento, la collina, la casa, il bosco, il cielo, il prato, gli animali, tutte le attività di cui mi aveva parlato Marinella e Marinella stessa con la sua forte personalità. Le immagini si sovrapponevano alle parole e lì iniziava il lavoro impegnativo di fermare parole e immagini in un segno concreto. Questa spirale creativa si ripeteva quotidianamente in modo vorticoso così come il rimbalzarsi delle e-mail con cui mi confrontavo con Marinella e poi con Alda e Federica.
Lettering precisi, trasformazioni di font minimal, bastoni o aggraziati sottolinavano o si sovrapponevano alle idee più strane, animali dai colori improbabili, forme astratte come il vento, alberi stilizzati e contorti, boschi magici e incantati.
Un paio di volte avevamo pensato tutti d’esserci finalmente arrivati.
Poi un’ulteriore riflessione ci aveva buttato di nuovo sulla strada di nuove ricerche.
Dopo tutti i voli del mondo Marinella ad un certo punto pensò bene di tornare a terra, nella sua terra e con bonaria autorità impose il suo nome, quello che aveva rinchiuso in un cassetto da chissà quanto.
“Podere Castagnè”. Dissi solo ok!
A quel punto anche il bosco prese il sopravvento. Come nelle fiabe, anche di quelle moderne era diventato il luogo magico di Castagnè. Il posto intorno a cui raccontare tutte le storie possibili. Allora avevo disegnato un bosco stilizzato a macchie monocrome che avrebbe potuto essere rosso, giallo o blu.
Per Marinella non c’eravamo ancora.
In quel momento ho provato un attimo di smarrimento.
Era come se mi fossi perso in quel bosco e non ne sapessi più uscire. Poi pensai – Ma che stupido sono – Questo è il mio bosco, l’ho disegnato io e posso cambiarlo come e quando voglio! 
Così trasformai il bosco nel mio bosco stilizzato di alberi quadrotti, ognuno con il suo colore, colori autunnali, marroni, gialli, rossi, verdi marci.
Marinella quando lo vide mi scrisse: – E’ lui! –
Poi volle aggiungerci ancora un tocco di fantasia e mi chiese di riprendere qualcuno di quei colori impossibili. Un albero viola qui, uno azzurro là.
Ecco come è nato il logo di “podere castagnè”. Un bosco stilizzato dagli alberi quadrotti e dai colori strani, un posto magico da raccontarci infinite storie.

www.poderecastagne.com

Paolo Marangon

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