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La Giornata Mondiale del Volo libero

Per caso o perché no, cerco di ascoltare su Radio2 la trasmissione Caterpillar: riesce sempre ad alleggerirmi il viaggio in auto e mi schiarisce le idee.
Giorni fa, il 4 giugno, si celebrava la Giornata mondiale del Volo Libero, con il corpo e con la mente, e la cosa era raccontata dal bravissimo Danilo di Termini. La storia si svolgeva leggera, in bilico tra fiaba e leggenda.

“I fratelli Joseph e Etienne Montgolfier erano rispettivamente il dodicesimo e il quindicesimo di sedici figli. Quando si sposarono ebbero rispettivamente 5 e 6 figli. Una bella tribù, tutta impiegata nella cartiera di famiglia, a Vidalon, il piccolo paesino dove vivevano; e dove oggi c’è un museo della papeterie che raccoglie i manufatti di tre famiglie, tutte impegnate nell’arte della carta.
Insomma, vuoi che non ci fossero molti svaghi, vuoi che in casa si stava piuttosto stretti, i nostri due fratelli cominciarono a volare con la fantasia. Qui la storia diventa leggenda e si narra di una giornata particolarmente fredda, del calore sprigionato da un camino che fa volare una camicia messa lì vicino ad asciugare, di un’intuizione che diventa realtà qualche anno dopo. Sia come sia, il 4 giugno 1783 un grande pallone costruito in seta di Firenze, cucito con 1800 bottoni, si alza a 1000 metri d’altezza e rimane in aria per dieci minuti prima di cadere in una vigna a tre chilometri di distanza.
Era il primo volo di una mongolfiera! Si avverava il sogno dell’uomo di librarsi oltre le miserie della gravità terrestre. Certo, ci vorrà qualche mese perché a volare siano degli esseri viventi: a settembre salgono a bordo un gallo, un’oca e un montone, quest’ultimo per vedere come reagiva un animale privo di ali all’esperienza del volo. Tutto bene, a parte una rissa con il gallo, fortunatamente, lo dico per gli amici animalisti, senza vittime.
E novembre toccherà all’uomo. Ma per noi vale la prima data; così proclamiamo oggi 4 giugno la Giornata Mondiale del Volo libero con il corpo e con la mente”.

Ecco, lo auguro veramente a tutti, quest’estate, di provare almeno una volta a “librarsi oltre le miserie della gravità terrestre” seguendo un’intuizione, un’idea, uno svago, e perché no, magari in una giornata di vento. Senza per forza pensare, come ci costringe questo tempo e la tanta gente che incontriamo ogni giorno, che volare con la mente sia follia, che il tempo per sognare sia passato, che la dura realtà non ci consenta di inventare e sperimentare. Vi invito a volare, almeno con la mente, non pensando necessariamente di essere come aquile, ma come pettirossi, come scrive Maurizio Maggiani ne “Il coraggio del pettirosso”. E anche questa è una bella storia, magari per una prossima volta.

Anna Caprini

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