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Corte Sant’Alda e i suoi olivi

L’olivo è da sempre elemento presente nella nostra provincia, le zone del Lago di Garda e le colline dell’est veronese sono custodi del patrimonio olivicolo scaligero grazie alle loro caratteristiche climatiche e ambientali.

Durante l’inverno del 1889 molti olivi presenti in pianura e nella parte più bassa dell’area collinare vennero decimati dal freddo e dalle gelate. Solo Le zone del lago, della Valpantena, di Mezzane, Illasi e Tregnago non subirono perdite così gravi. Se nella parte occidentale della provincia il clima venne mitigato dalle acque del Garda, nella parte orientale il merito si deve alla bassa umidità ma anche alla presenza di un terreno calcareo roccioso (il biancone) che con i suoi strati rocciosi fratturati ha ovviato agli effetti del gelo.

A Corte Sant’Alda le 600 piante di olivo sono da sempre considerate parte del paesaggio ma anche della produzione agricola. Nei decenni anno visto il susseguirsi di impianti di vite e alberi da frutto resistendo al tempo come nessun’altra coltura è in grado di fare.

Da qualche anno abbiamo iniziato a dare la giusta importanza a questa coltura cercando di capirne le caratteristiche e le potenzialità per interpretare al meglio il prodotto di un territorio che esprime così tanta unicità nonostante l’ingiusta poca attenzione che spesso viene data a questa coltura considerata marginale.

Il censimento del 2009 ha portato alla luce la presenza di ben 7 varietà, da qui la scelta di produrre due oli, un monocultivar e un plurivarietale. Il Grignano viene franto distintamente per esaltare al massimo le caratteristiche di questa specie nata sulle sponde bresciane del Lago di Garda che su terreni calcarei si caratterizza per le delicate note agrumate combinata alla tipica “mela acerba”.

Il Plurivarietale di Corte Sant’Alda, invece, viene ottenuto da varietà Leccino, Pendolino, Frantoio, Leccio del Corno, Rasara e Moraiolo. Questo blend si distingue per aromi più complessi, ricchi e fragranti.

Il 2016 ci ha visti impegnati nella cura delle aree olivicole e nella potatura di tutte le piante, siamo così riusciti a dare una forma più razionale ai nostri olivi per garantire la produzione, per facilitare la raccolta ma, soprattutto, per salvaguardare la presenza nei prossimi anni di questi “vecchietti”.

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