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Lavori d’autunno

È arrivato l‘autunno e in cantina il vivace profumo del mosto in fermentazione ha lasciato il posto a un forte aroma vinoso. Stiamo travasando i futuri Ca Fiui, Mithas e Campi Magri di questo 2016 che dopo la fermentazione sostano in vasche e botti per qualche giorno finchè le fecce, precipitando, non si depositano sul fondo. Adesso non resta altro che aspettare una seconda fermentazione, la malolattica. Durante la conversione dell’acido malico in acido lattico i vini rossi lasceranno quei caratteristici sentori “verdi” e delicati lasciando spazio a una struttura più corposa e “limando” la loro tipica acidità giovanile.

Settimana dopo settimana continueremo gli assaggi di tutte le masse che sono state fermentate separatamente per capirne, anche attraverso le analisi, le evoluzioni. Questo è il modo migliore per interpretare al meglio le future evoluzioni che questi vini avranno nel tempo ma ci dà anche importanti conferme di quelle che sono le caratteristiche dei vigneto o delle varietà che compongono questi piccoli CRU.

In campagna, ora che anche la raccolta delle olive è terminata, ci si può dedicare alla cultura della terra nella sua definizione più stretta (Colere=coltivare, avere cura di…).

Il benessere del terreno, nella viticoltura moderna, è stato quasi completamente dimenticato e troppo spesso si dà attenzione solo a quelli che possono essere i sintomi di un malessere della vite attraverso anomalie o problematiche che interessano solo le foglie, il germogliamento, lo sviluppo dei tralci, la loro lignificazione o la produzione di uva. Lo stato delle radici che, per le piante, sono tanto importanti quanto foglie e tralci. Bisogna ricordare che, anche se non si vede, l’apparato radicale della vite è necessario per il trasporto linfatico, l’assimilazione di nutrienti, la struttura della pianta e la sua longevità.

Si inizia con il taglio dell’erba nel sotto fila, si prosegue sfalciando il prato spontaneo tra le file e si termina poi con la lavorazione del terreno superficiale che, oltre a rompere il cotico erboso, permette di incrementare il drenaggio e di aumentare l’ossigenazione nel terreno.

Queste semplici pratiche miglioreranno le condizioni ambientali per tutti quei microorganismi che popolano il suolo e che contribuiranno alla trasformazione della sostanza organica.

Nelle prossime settimane verrà sparso il compost da cumulo, un letame ben maturo arricchito da preparati biodinamici che forniranno ai microorganismi un substrato su cui iniziare il processo di umificazione della sostanza organica i quali, durante l’inverno, opereranno lentamente rilasciando fino all’estate elementi utili alla vite.

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