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Slow Wine – 8 marzo: i 10 vini di 10 vignaiole che hanno cambiato l’enologia italiana!

Oggi è la Festa della Donna. Alcune donne hanno contribuito, con la loro opera, a creare dei veri e propri capolavori enologici qui in Italia. Per cui, oggi vogliamo raccontare 10 etichette cult, figlie di altrettante vignaiole. Sicuramente ne esistono tante altre che abbiamo omesso (ci scuserete), ma contiamo sul nostro numerosissimo pubblico per cercare di porre rimedio alle lacune che una top list così corta avrà di certo. Ma ora fuoco alle polveri e in ordine geografico (lo stesso adottato su Slow Wine) andiamo a elencare queste dieci bottiglie (cercando di essere anche un po’ attenti a spalmarle sul territorio nazionale).

Corte Sant’Alda – Amarone della Valpolicella Mithas

Marinella Camerani ha saputo imprimere innovazione, passione e classe a tutta la Valpolicella. Read more…

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L’annata 2016

L’annata 2016 si è caratterizzata per temperature lievemente sopra la media nei primi mesi dell’anno, una primavera inizialmente poco piovosa ha poi avuto un incremento delle precipitazioni tra la metà di maggio e i primi giorni di giugno con temperature molto basse per la media di questo periodo.

In queste condizioni le malattie funginee della vite come la peronospora trovano ambienti propizi per il loro sviluppo grazie all’alto grado di umidità e alla costante presenza di acqua sulle foglie. Read more…

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Corte Sant’Alda e i suoi olivi

L’olivo è da sempre elemento presente nella nostra provincia, le zone del Lago di Garda e le colline dell’est veronese sono custodi del patrimonio olivicolo scaligero grazie alle loro caratteristiche climatiche e ambientali.

Durante l’inverno del 1889 molti olivi presenti in pianura e nella parte più bassa dell’area collinare vennero decimati dal freddo e dalle gelate. Solo Le zone del lago, della Valpantena, di Mezzane, Illasi e Tregnago non subirono perdite così gravi. Se nella parte occidentale della provincia il clima venne mitigato dalle acque del Garda, nella parte orientale il merito si deve alla bassa umidità ma anche alla presenza di un terreno calcareo roccioso (il biancone) che con i suoi strati rocciosi fratturati ha ovviato agli effetti del gelo. Read more…

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Lavori d’autunno

È arrivato l‘autunno e in cantina il vivace profumo del mosto in fermentazione ha lasciato il posto a un forte aroma vinoso. Stiamo travasando i futuri Ca Fiui, Mithas e Campi Magri di questo 2016 che dopo la fermentazione sostano in vasche e botti per qualche giorno finchè le fecce, precipitando, non si depositano sul fondo. Adesso non resta altro che aspettare una seconda fermentazione, la malolattica. Durante la conversione dell’acido malico in acido lattico i vini rossi lasceranno quei caratteristici sentori “verdi” e delicati lasciando spazio a una struttura più corposa e “limando” la loro tipica acidità giovanile. Read more…

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L’agricoltore biodinamico

Questo “strano” agricoltore è convinto che la Terra e la Luna si influenzano a vicenda e insieme contribuiscono a far crescere la pianta nel giusto modo e che l’uso del prodotto chimico, dal concime al pesticida, oltre che inquinare l’ambiente, interrompe questo meraviglioso equilibrio cosmico. Read more…

Arazzo LQ

Trame: Marinella

…non sono poi così importanti
gli ettari, a volte vorrei fosse solo
uno, così io e Cesar potremmo
godercelo fino in fondo, a volte
vorrei fossero cento, così avrei
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Tappi Damigiana

I vincitori alla nostra festa

Come avete potuto vedere dalle foto sulla nostra pagina Facebook nello scorso fine settimana abbiamo festeggiato i 30 anni di Corte Sant’Alda con tre giorni di festa, momenti divertenti, altri più seri e “istituzionali”. I clienti, i collaboratori, i fornitori e gli amici che sono passati a trovarci dal 18 al 20 giugno, sono stati messi alla prova con giochi ed enigmi.
Anche se nessuno ha indovinato il numero esatto di tappi contenuti nei vari recipienti abbiamo comunque deciso di regalare una magnum di Valpolicella Superiore Mithas 2012 a chi ha scritto il numero più vicino a quello reale.

Sabato 18 giugno n. tappi 243
Vincitrice: Beatrice Z. (245)

Domenica 19 giugno n. tappi 456
Vincitore: Umberto F. (458)

Lunedì 20 giugno n. tappi 723
Vincitore Martino: D. (727)

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Lieviti autoctoni, indigeni e fermentazioni spontanee

Spesso si leggono queste definizioni usate quasi come sinonimi. Invece la differenza è notevole.

Per autoctono si intende una popolazione di lievito nel suo territorio di crescita come frutto di una selezione naturale o di un processo di domesticazione. Indigeno indica solo la provenienza territoriale dei lieviti senza entrare nel merito dei processi di selezione naturale o domestica.

I lieviti indigeni, o autoctoni, vengono spesso prelevati e selezionati in laboratorio per costituire popolazioni di “innesco” fermentativo alla stregua degli usuali lieviti commerciali.

Il termine fermentazione spontanea indica invece le modalità di fermentazione naturale in assenza di inoculazioni artificiali. La differenza non è da poco, perché le modalità di fermentazione spontanea sono peculiari e diverse da quelle con inoculo, sia di lieviti generici che di lieviti territoriali.

I lieviti commerciali e quelli selezionati a partire dagli autoctoni appartengono alla famiglia dei Saccharomyces, di forma ovale o ellittica.
Le fermentazioni spontanee vengono invece iniziate da lieviti di forma apiculata, non-Saccharomyces. I lieviti non-Saccharomyces conducono la fermentazione fino a quando la concentrazione di etanolo nel mosto arriva al 3-4%. A questo punto la loro proliferazione comincia a rallentare, inibita dall’alcol, e vengono progressivamente soppiantati dalle forme ovali di Saccharomyces, che portano a termine il processo fermentativo.

I lieviti non-Saccharomyces contribuiscono in maniera significativa alla fermentazione, dal momento che essi raggiungono popolazioni superiori a 10(6) – 10(7) cellule/ml, influenzando non solo la composizione del vino ma anche lo sviluppo di Saccharomyces.

Sono state isolate decine di specie apiculate e almeno altrettante tra i Saccharomyces spontanei. E’ evidente quindi che la fermentazione spontanea viene condotta da un’ampia varietà di lieviti, ognuno con la propria impronta aromatica.

La fermentazione mediante inoculo avviene invece con una sola specie selezionata, quindi con un’impronta aromatica più semplice e meno variegata.
Per fare un esempio musicale, è come se la stessa melodia la suonasse un singolo strumento o tutta un’orchestra.

Le popolazioni di lieviti (così come le popolazioni batteriche) nel mosto vengono selezionate naturalmente in base alla pressione evolutiva determinata dalle condizioni ambientali. Temperatura, acidità, grado alcolico, influiscono sui lieviti che sopravviveranno, decretando invece la morte degli altri.

Mantenere una temperatura di fermentazione inferiore ai 20°C favorisce lo sviluppo preferenziale dei lieviti apiculati al punto che questi lieviti non scompaiono
e diventano specie dominanti accanto a Saccharomyces cerevisiae.

E’ evidente quindi come le definizioni di fermentazione spontanea e fermentazione con lieviti autoctoni non siano la stessa cosa: la fermentazione con lieviti autoctoni è comunque una fermentazione artificiale con lieviti selezionati.

La selezione e il mito dei lieviti autoctoni
di Paolo Giudici, Lisa Solieri, Luciana De Vero

FONTE: gustodivino.it

Con la terra tra le mani – Grazia.it

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Due giorni splendenti di sole sulle colline della Valpolicella per farci raccontare i segreti della biodinamica da una persona speciale, che incarna perfettamente la filosofia di quest’agricoltura non convenzionale con il suo animo schietto e gentile e il suo sorriso contagioso…

Questo è solo l’inizio dell’articolo dedicato da Grazia Blogs a Corte Sant’Alda.

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05 maggio 2015

La vegetazione sta disegnando geometrie sempre più definite nei vigneti, i germogli hanno raggiuto i 20-30 centimetri di lunghezza, 4-5 foglie distese, da questo momento la pianta inizia a produrre energia attraverso la fotosintesi in maniera autonoma senza l’aiuto delle riserve contenute nel legno come fatto fino ad ora.

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